martedì 19 maggio 2026

Gruppo 5: Il medaglione delle quattro stelle e il ragno peloso

C'erano una volta due piccoli elfi, un fratello e una sorella di nome Leo e Mia, che stavano giocando a nascondino vicino alla Palude del Rospo Gigante. La mamma aveva detto di non avvicinarsi perché c'era il fango, ma loro volevano esplorare. Mentre Mia si nascondeva dietro un cespuglio di bacche blu, ha pestato un sasso strano. Sotto il sasso c'era qualcosa che brillava di luce azzurra e viola. Ha chiamato il fratello e insieme hanno scavato nel fango: era il mitico Medaglione delle Quattro Stelle!

I bambini sapevano che quel medaglione era speciale: se lo tenevi stretto nel pugno e pensavi alla parola "invisibile", ti faceva sparire per cinque minuti, compresi i vestiti e le scarpe. Mentre lo pulivano con una foglia, tra le canne della palude è sbucato un ragno enorme, con otto zampe pelose e una faccia molto imbronciata. Era il Ragno Dispettoso, che rubava sempre le cose lucide per spaventare le rane. "Datelo a me! Quello è il mio giocattolo!" ha strillato il ragno muovendo le zampe.

Leo e Mia hanno avuto un'idea bellissima. Si sono presi per mano, hanno stretto il medaglione e sono diventati completamente invisibili. Il ragno ha sgranato tutti i suoi otto occhi: "Ma dove sono finiti? Erano qui un secondo fa!". Gli elfi invisibili hanno iniziato a camminare piano sul fango senza fare rumore. Poi si sono posizionati proprio dietro la schiena del ragno e hanno urlato fortissimo: "BUUUH!". Il ragno ha fatto un salto alto due metri per lo spavento, è inciampato sulle sue stesse zampe pelose ed è rotolato giù per la collina come una palla, finendo dentro una pozzanghera di fango puzzolente. I due elfi sono tornati a casa ridendo e hanno appeso il medaglione in cameretta come lampadina per la notte.

Gruppo 4: Lo Stregone e la pergamena volante

In una torre altissima, fatta di pietre grigie e senza porte (si entrava solo dal tetto volando), viveva lo Stregone degli Abissi Antichi. Era uno stregone un po' vecchietto e brontolone, che non voleva mai prestare i suoi giochi a nessuno e si dimenticava sempre dove metteva le cose. Nel suo laboratorio segreto, pieno di boccette colorate che facevano le bolle, custodiva una Pergamena Antica super importante. Sopra c'era scritto il trucco magico per volare senza usare la scopa e senza consumare la benzina magica.

Un pomeriggio di pioggia, lo stregone stava studiando mentre il suo draghetto domestico, Sparky, dormiva sulla sedia. Sparky aveva il raffreddore e, all'improvviso, ha fatto un grandissimo starnuto: "Etciù!". Dalla sua bocca è uscita una fiammata fortissima, calda e colorata! La fiammata non ha bruciato la pergamena, ma l'ha colpita così forte che la pergamena si è spaventata tantissimo. Essendo magica, le sono cresciute delle piccole ali di carta e ha iniziato a volare da sola per la stanza!

"No, fermati, pezzo di carta!" ha gridato lo stregone. Ma la pergamena è scappata fuori dalla finestra aperta. Lo stregone è salito di corsa sulla sua scopa volante, che però era vecchia e faceva fumo, e ha iniziato a inseguirla per tutta la città. La pergamena volava tra i panni stesi, faceva lo slalom tra i camini e salutava i piccioni. Alla fine, dopo tre giri della piazza, la pergamena si è posata sul tetto del panettiere perché c'era un buon profumo di pizza. Lo stregone l'ha acchiappata al volo, l'ha messa al sicuro nello zaino e ha comprato un pezzo di pizza anche per il draghetto, così gli passava il raffreddore.

Gruppo 3: La spada di Siria e il Signore Oscuro

 L'Eroina del Regno Splendente si chiama Siria, ha i capelli raccolti in una treccia e una spada d'argento magico che è pesante come tre zaini di scuola pieni di libri del lunedì. Un giorno il Re del castello l'ha chiamata nella sala del trono e le ha detto: "Siria, sei la più coraggiosa. Devi andare sul Vulcano dei Brividi a prendere la gemma luccicante, altrimenti il regno rimarrà al buio per sempre".

Siria è partita subito in sella al suo cavallo alato di nome Fulmine. Il viaggio è stato lunghissimo e, arrivata ai piedi del vulcano, è scesa una nebbia fitta fitta che. Non si vedeva niente, neanche gli zoccoli del cavallo! All'improvviso, dal fumo nero del vulcano, è sbucato fuori Malakor, il Signore Oscuro. Aveva un'armatura nera con le corna appuntite, gli occhi rossi come il fuoco e faceva una risata spaventosa che faceva tremare le foglie: "Ahaha! Bambina, non passerai mai di qui! La gemma è mia!".

Siria è scesa da cavallo e ha pensato a una strategia, perché la sua maestra dice sempre che l'intelligenza batte la forza. Ha guardato in alto e ha visto un raggio di sole che bucava le nuvole. Allora ha alzato la sua spada d'argento e ha fatto riflettere il sole dritto negli occhi di Malakor. Il cattivo ha urlato: "Non vedo niente, aiuto!" e si è coperto la faccia con le mani. Siria è passata di corsa, ha preso la gemma luccicante che era sopra un sasso, è risalita su Fulmine ed è volata via. È tornata al castello sfrecciando nel cielo, giusto in tempo per fare la merenda con pane e Nutella insieme al Re.

GRUPPO 1: Il mago Leo e il ladro di compiti

C'era una volta, nel Regno delle Nuvole Rosa, un mago pasticcione di nome Leo. Leo frequentava la terza elementare magica, ma combinava sempre guai. Un giorno, mentre la sua gatta fatata di nome Lulu saltava sul tavolo per acchiappare una mosca invisibile, ha rovesciato un intero calderone pieno di succo di fragola magica! Il succo, che era appiccicoso e profumato, è finito sopra una mappa antica del nonno. All'improvviso, puff!, i colori hanno iniziato a girare velocissimi e nel muro della scuola è nata una porticina segreta fatta di legno e caramello.

Leo, che è molto curioso, ci è entrato dentro di nascosto prima del suono della campanella. Cammina cammina, ha trovato la Paladina della Verità Solare. Lei era bellissima, aveva un'armatura d'oro che brillava come il sole a mezzogiorno e uno scettro super luminoso. Aveva la faccia triste e gli ha detto: "Leo, meno male che sei qui! Un mostro fatto di fango ha rubato tutti i compiti di italiano della tua classe e li vuole mangiare!".

Leo allora si è rimboccato le maniche, ha preso dallo zaino il suo Bastone di Zaffiro Pulsante e ha detto: "Ci penso io!". Hanno camminato nei sotterranei bui finché non hanno visto il mostro che stava per dare un morso al quaderno di grammatica. La Paladina ha usato lo scettro per fare una luce accecante e il mostro ha urlato: "Ah, i miei occhi!". Subito dopo, Leo ha battuto il bastone per terra e ha fatto scendere una pioggia di caramelle gommose giganti che hanno intrappolato il mostro. I compiti erano salvi, non erano neanche spiegazzati! Leo è tornato in classe giusto in tempo e la maestra gli ha messo un bel "bravissimo" sul diario.

Gruppo 2: il Saggio degli alberi e l'Orco saccheggiatore

Nel cuore della Foresta Sussurrante, dove gli alberi parlano, raccontano le barzellette e sanno pure le tabelline difficili come quella del nove, viveva il Saggio degli Alberi Antichi. Questo saggio ha più di mille anni, ha le orecchie a punta e una barba lunghissima e morbida che sembra zucchero filato bianco. Tutti gli animali vanno da lui quando hanno un problema o quando non riescono a fare i problemi di matematica.

Una notte d'estate, mentre c'era la luna piena, un brutto Orco Saccheggiatore è arrivato correndo a tutta velocità, facendo tremare il terreno. Faceva dei versi spaventosi ed era armato di un'ascia di plastica indistruttibile. Voleva tagliare l'Albero del Cuore, che è l'albero più grande del mondo, perché voleva usare il legno per costruirsi un tavolo da ping pong gigante per giocare con i suoi amici orchi. Tutti gli scoiattoli e gli uccellini piangevano spaventati.

Ma il saggio non si è fatto prendere dal panico. Con molta calma, ha preso gli occhiali, ha aperto il suo pesante Libro degli Incantesimi Arcano e ha cercato la pagina con le magie divertenti. Ha letto una formula magica difficilissima al contrario: "Aram-ba-ba, gira la zampa!". All'improvviso, l'ascia dell'orco si è trasformata in una banana e l'orco stesso ha iniziato a fare capriole all'indietro senza riuscire a fermarsi! Continuava a rotolare e a gridare: "Aiuto, mi gira la testa!" finché non è scappato via lontano, oltre le montagne. La foresta era salva e per festeggiare il saggio ha offerto a tutti del succo di mirtillo.

Gruppo 5: Il medaglione delle quattro stelle e il ragno peloso

C'erano una volta due piccoli elfi, un fratello e una sorella di nome Leo e Mia, che stavano giocando a nascondino vicino alla Palude de...